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Alessandro D’Ercole

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L’atto effimero della vita
 
Lughia lavora e ricerca sotto l’influsso di una sensibilità particolarmente attenta a percezioni e intuizioni che vanno a muovere le corde più profonde dell’animo umano e pongono interrogativi inquietanti sui temi fondamentali dell’esistere. Vediamo e percepiamo un influsso forte dell’approccio steineriano, pur trattato con una competenza e professionalità che la rende a tutti gli effetti degna di particolare considerazione, non solo nel settore dell’arte tout court, ma anche in settori collegati, quali arte e terapia e psicologia del profondo. Non a caso Lughia con i suoi paesaggi di sabbia ha raccolto notevole successo e suscitato curiosità e dibattiti intorno al suo lavoro artistico. Nei granelli di sabbia e nelle sue pietre sono leggibili le storie del mondo, della sua unicità e delle immense solitudini che popolano la psiche dell’umanità. La raffinatezza formale del lavoro non può e non deve fuorviare l’osservatore, perché come nei romanzi migliori e nelle opere complesse le letture sono molteplici. Si percepisce, oltre il paesaggio, la solitudine e l’inquietudine del “deserto dei Tartari”; l’onnipresente perfezione matematica della creazione, sulla quale una mano esterna, con un “fiat lux” dalle infinite angolazioni e giochi d’ombra, imprime l’attimo effimero della vita.
 
Alessandro D’Ercole