così Claudio Strinati presenta Lughia:

..............dalle Architetture di Sabbia, “scenari dell’anima” custodi della sacralità e del mistero di un universo in movimento, prende avvio un percorso in continua evoluzione, ricco per tematiche, tecniche e modalità espressive. La presenza umana, assente dalle sue prime rappresentazioni, diviene il principale oggetto d’attenzione. La piccolezza dell’essere umano in rapporto al “tempo senza fine” la porta a coniugare il tema del ciclico divenire con quello dei linguaggi, delle rappresentazioni simboliche, delle memorie. Ombre nere, tracce inconsistenti della presenza umana, si alternano a sagome la cui epidermide, depositaria di memoria, appare ora immersa nel buio dell’eterno, ora calata in un universo di astrazioni simboliche che lanciano la propria sfida al tempo.   Un far arte quello di Lughia che, tanto per l’uso dei materiali che per il pensiero in ogni opera sotteso, la rende presenza significativa nel panorama artistico contemporaneo.

Dal 4 febbraio sarò a Cosenza (Palazzo Arnone) per SOPRAFFACTIONS

In questa terza tappa di Sopraffactions Maria Credidio, Alfredo Granata e Luigia Granata mettono in discussione l’inviolabilità dell’arte esponendo opere che nascono da veri e propri interventi di sopraffazione. Il progetto inizia nel 2009 quando, per un’esposizione romana Luigi Ballarin, Gerardo Di Salvatore e Lughia,  produssero, su invito di Giuseppe Salerno, quattro opere ciascuno che, divenute oggetto di scambio fra gli artisti stessi, furono la base per la realizzazione di nuovi lavori a firma del secondo artista. L’esperienza fu successivamente replicata a Fabriano da Anna Massinissa, Gabriele Mazzara e Franco Zingaretti.