Così Claudio Strinati:
 
..............dalle Architetture di Sabbia prende avvio un percorso in continua evoluzione, ricco per tematiche, tecniche e modalità espressive. La piccolezza dell’essere umano in rapporto al “tempo senza fine” la porta a coniugare il tema del ciclico divenire con quello dei linguaggi, delle rappresentazioni simboliche, delle memorie. Ombre nere, tracce inconsistenti della presenza umana, si alternano a sagome la cui epidermide, depositaria di memoria, appare ora immersa nel buio dell’eterno, ora calata in un universo di astrazioni simboliche che lanciano la propria sfida al tempo.   Un far arte quello di Lughia che, tanto per l’uso dei materiali che per il pensiero in ogni opera sotteso, la rende presenza significativa nel panorama artistico contemporaneo.
 
 
Così Rossella Vodret:
 
Lughia, artista la cui contemporaneità è assoluta, attraversa con risultati pregevoli, senza per questo privilegiare gli aspetti tecnici, forme espressive diverse per le quali si avvale di modalità e materiali talvolta sorprendenti. ....in ogni oera tutto sembra confluire in un unicum caldo e accogliente.    .....giusto merito ad un'artista di sicuro spessore in un mondo sempre più governato dalla caducità.

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