..............dalle Architetture di Sabbia, “scenari dell’anima” custodi della sacralità e del mistero di un universo in movimento, prende avvio un percorso in continua evoluzione, ricco per tematiche, tecniche e modalità espressive. La presenza umana, assente dalle sue prime rappresentazioni, diviene il principale oggetto d’attenzione. La piccolezza dell’essere umano in rapporto al “tempo senza fine” la porta a coniugare il tema del ciclico divenire con quello dei linguaggi, delle rappresentazioni simboliche, delle memorie. Ombre nere, tracce inconsistenti della presenza umana, si alternano a sagome la cui epidermide, depositaria di memoria, appare ora immersa nel buio dell’eterno, ora calata in un universo di astrazioni simboliche che lanciano la propria sfida al tempo. Un far arte quello di Lughia che, tanto per l’uso dei materiali che per il pensiero in ogni opera sotteso, la rende presenza significativa nel panorama artistico contemporaneo.